Anche questa specie appartiene alla stessa famiglia delle aringhe ed alici. Il corpo è un po’ più tozzo dell’acciuga, con una dimensione massima, in Adriatico, di 15-18 cm., mentre nei mari del nord superano i 20 cm. Ogni femmina depone circa 60.000 uova di tipo pelagico ed è stato accertato che può vivere fino a 15 anni. La sua abbondanza è sempre in relazione alle variazioni di temperatura del mare e, conseguentemente, alla presenza del plancton, quale nutrimento essenziale. L’importanza per il mercato mondiale di questo pesce è data soprattutto dall’industria conserviera. Anche la medicina naturale ha valorizzato questo piccolo pesce estraendo un olio ricco di ?3. E’ comunque apprezzato fresco alla griglia, fritto, ripieno o, nella tradizione veneta “in saor”.
Sarde a beccafico
Ingredienti
Per 6 persone
24 sarde
150 g di pangrattato secco
50 g di pangrattato fresco
100 g di pinoli tritati
50 g di uva sultanina
1 cipolla
poche foglie di alloro
olio di oliva
1 cucchiaio di aceto
sale e pepe
Procedimento
Aprite le sarde, spinatele lasciando però la coda attaccata e intatta. Tostate in padella con poco olio il pane grattato. Fuori dal fuoco aggiungete i pinoli, il sale, il pepe, il prezzemolo, l'aceto e l'uva sultanina fatta rinvenire in un poco d'acqua. Riempite i pesci con questa farcia, arrotolateli facendo sporgere le code in alto e fermate ciascuno con uno stecchino. Mettetele poi in una teglia leggermente unta di olio, una accanto all'altra a corona, inserendo tra sarda e sarda una foglia di alloro e un pezzetto di cipolla.
Infornate a 180° C per 20 minuti circa.


