Mollusco cefalopode (letteralmente: tutto testa e piedi o tentacoli; ne ha otto corti e due più lunghi) molto noto e gustoso. Oggi, data la grande richiesta del mercato, viene praticamente e troppo assiduamente pescato tutto l’anno. Vive in acque basse e fino a 50/60 m. di profondità su fondali detritico-sabbiosi o sulle praterie di posidonia alla ricerca di piccoli crostacei e pesci che costituiscono la sua dieta. Può arrivare a 35 cm. di lunghezza e 2 Kg. di peso e raramente supera l’anno di età Nella tarda primavera del 2001, un pescatore catturò, al Largo del Lido di Venezia, con una rete da posta, un esemplare di ben 14 Kg (!). La pesca fortunata venne documentata dalla stampa locale e la seppia fini a pezzi cotta in un lieto convivio di amici. Nei mesi di luglio e agosto si effettua, soprattutto nelle lagune, la pesca dei soggetti nati tra maggio e giugno. Sono deliziosi fritti o in sugo con polenta, in risotto o per condire la pasta. La tradizionale maniera di Chioggia di far seccare le seppie al sole d’estate per mangiarle d’inverno rinvenute nel latte salato bollente, è purtroppo sparita quasi del tutto.
Seppie al nero
Ingredienti
Per 4 persone
1 kg di seppie
1/2 kg di passata di pomodoro
vino bianco q.b.
sale e pepe
1 cipolla, tritata
1 spicchio di aglio, tritato
qualche foglia di alloro
Procedimento
Pulite bene le seppie, conservando le sacche di nero, e tagliatele a striscioline.
Rosolate la cipolla e l'aglio in una padella e aggiungete poi le seppie. Dopo qualche minuto bagnate con vino bianco, fatelo evaporare, salate, pepare.
Aggiungete la foglia di alloro, la passata di pomodoro e alcune sacche di nero di seppia. Portate a termine la cottura a fuoco basso e se dovesse risultare troppo liquida legate con un po' di roux (farina e burro).


